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Dal punto di vista della capacità di mobilità del corpo umano nessuna struttura, organo o tessuto è importante quanto il legamento. Questo tipo di struttura è indispensabile per fornire alle articolazioni la tenuta e, appunto, l’articolazione necessaria per le diverse azioni quotidiane.

Più nello specifico è possibile definire il legamento come quella struttura costituita dall’insieme di tessuto connettivo fibroso indispensabile per trattenere in condizione ottimale il posizionamento di determinate strutture ossee e permettere a queste di lavorare insieme all’azione del tessuto muscolare.

Una delle più particolari strutture legamentose è quella che permette il corretto funzionamento del ginocchio e delle strutture ossee che lo compongono. Questo tipo di struttura, chiamata legamento crociato, è composta da un legamento crociato anteriore ed uno posteriore e la semplice lesione o la definitiva rottura di una di queste strutture può rappresentare un problema importante per uno sportivo o per una persona avanti con l’età.

La rottura del crociato può verificarsi quando il movimento innaturale del ginocchio porta ad estensione e strappo delle strutture del legamento, con conseguenze di varia entità per quelle che sono le attività quotidiane di una persona.

La rottura del crociato e l’intervento chirurgico

 

La rottura del crociato è un evento di particolare gravita che, oltre a distinguersi dalla semplice lesione per le conseguenze dirette sulla capacità di movimento dell’articolazione del ginocchio, si differenzia anche per quello che è il tipo di trattamento da riservare a questo tipo di infortuni.

La semplice lesione, infatti, viene spesso trattata attraverso l’utilizzo di terapie programmate e specifiche per questo tipo di problema, mentre la rottura del crociato richiede un intervento chirurgico che viene sviluppato dopo accurata diagnosi.

L’intervento chirurgico per la ricostruzione del legamento crociato sottoposto a rottura deve essere valutato anche per via della natura stessa delle strutture del legamento crociato. Strutture come il legamento crociato anteriore, infatti, non hanno una vascolarizzazione efficace per il recupero senza intervento chirurgico.

In alcuni casi, anche se molto raramente, gli specialisti, in presenza della rottura del crociato in un paziente non attivo dal punto di vista sportivo, tendono ad escludere la pratica dell’intervento chirurgico, mentre questa è indispensabile, appunto quando il soggetto è ancora attivo sportivamente. Sono questi, infatti, i casi in cui si verifica più spesso la rottura del crociato.

L’utilizzo di tecnica chirurgica per questo tipo di problematica deve essere sviluppato partendo dal prelievo di parti di tessuto tendineo in zone limitrofe a quelle del legamento. Molto spesso, infatti, gli esperti effettuano questo prelievo dal terzo centrale nel tendine della rotula, oppure dal gracile, con prelievo delle strutture semitendinose.

La tecnica più apprezzata nell’intervento per la rottura del crociato è quella mininvasiva dell’artroscopia. Questa tecnica specifica consente di operare nelle strutture del crociato senza applicare incisioni troppo vistose. Il taglio attraverso il quale verrà fatto scorrere il puntatore con i tessuti da saldare nella zona interessata dalla rottura.

Il trattamento chirurgico per la rottura del crociato è ormai diventato un intervento di routine che si risolve in un tempo piuttosto limitato, calcolato in circa 40-45 minuti. Un modo per permettere una degenza comoda ed un recupero veloce per la ripresa delle attività sportive e della normale vita quotidiana.

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