All’Ospedale Piccole Figlie si è svolto un corso teorico-pratico sulle biopsie prostatiche con tecnologia “fusion”, una metodica avanzata utilizzata per migliorare la diagnosi del tumore della prostata. L’evento, diretto dal dottor Michele Potenzoni, responsabile dell’Urologia, è stato organizzato con il patrocinio dell’Associazione Italiana di Endourologia (IEA).
Il corso ha unito formazione teorica in aula e attività chirurgica pratica nelle sale operatorie, permettendo agli specialisti di utilizzare direttamente le più moderne piattaforme di biopsia fusion.
Gli organizzatori spiegano che le biopsie tradizionali, basate su prelievi sistematici non mirati, possono non individuare lesioni tumorali, costringendo spesso a ripetere l’esame e ritardando la diagnosi. La biopsia fusion supera questi limiti integrando le immagini della risonanza magnetica multiparametrica (RMmp) con l’ecografia in tempo reale, fornendo una guida tridimensionale estremamente precisa. Questo consente al medico di colpire le aree sospette con accuratezza millimetrica, aumentando in modo significativo il tasso di rilevamento dei tumori realmente rilevanti.
Un aspetto importante del corso è stata la possibilità di lavorare su diverse piattaforme tecnologiche, confrontandone vantaggi e limiti per individuare il sistema più adatto al proprio contesto clinico.
L’iniziativa rientra nel percorso formativo continuo promosso dall’Associazione Italiana di Endourologia, con l’obiettivo di innalzare gli standard diagnostici del carcinoma prostatico e garantire ai pazienti percorsi sempre più precisi, efficaci e tempestivi.
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